COME SI RACCONTA UNA STORIA?

Come si racconta una storia

Come si racconta una storia?
Perché, diciamocelo pure, oltre a imparare la lezione teorica (sempre più o meno quella) sul piano editoriale, sui tempi della narrazione, su quanto sia importante sviluppare argomenti virtuosi che interessino una comunità di eccetera eccetera eccetera, tocca poi prendere in mano una penna, una matita oppure una tastiera e produrre contenuti.
Cosa scriviamo, amici?
Eh, appunto.

Una maniera per capire cosa, quanto e come scrivere quando siamo chiamati ad applicare un piano editoriale, quella che uso io, si chiama Carte di B.
Si tratta di 7 funzioni narrative estratte dallo studio di alcuni autori.
L’applicazione è una sorta di test/intervista a cui sottopongo l’oggetto della narrazione (aziende, professionisti, partiti politici, negozi, me stesso, eccetera) che mi serve per elaborare la storia principale, quella con la metamorfosi, e le linee narrative da sviluppare attorno alla storia principale.
Carte di B è il metodo che usi per capire cosa devi scrivere, fotografare, registrare, disegnare, immaginare, mappare.
Un po’ quella roba che ti fa passare dalla teoria alla pratica e che non ti lascia da sola/o quando i power point sono finiti, la comprensione sottende e il computer mostra a tutto schermo un foglio bianco con un cursore che lampeggia al ritmo della tua ansia.
Per la prima volta (ah, beh) lo pubblico, riassumo, esplicito.
Se ti sembra interessante: meregalli.andrea@gmail.com
Se ti ispira per fare qualcosa di tuo: figo.
Se lo vuoi approfondire o pubblicare: meregalli.andrea@gmail.com
Se ne vuoi parlare, darmi consigli, correggermi, stimolarmi: meregalli.andrea@gmail.com

Le carte di B

Carta 1

Funzione narrativa: Un oggetto magico è posseduto senza coscienza/con timore
Caratteristica carta: Magica
Esempi narrativi: Harry Potter

Avete presente quando Harry Potter scopre di essere Harry Potter? Ecco.
L’oggetto magico è quella cosa– quel bene o quel servizio, quella caratteristica o quella competenza – che marca una differenza tra l’oggetto della narrazione e gli altri. L’oggetto magico (o gli oggetti magici) è la risposta alla domanda: perché scegliere/rivolgersi/votare/preferire l’oggetto della narrazione?
Caratteristica centrale di questa carta è il possedere un oggetto magico in continuità, che deve essere individuato.
Se sei un’azienda/un negozio/named it individua il tuo oggetto magico oppure i tuoi oggetti magici.
Può essere un materiale, una capacità, una condizione.
Cosa puoi raccontare su di lui/loro?

Carta 2

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista riceve la visita di uno sconosciuto
Caratteristica carta: Relazionale
Esempi narrativi: Vi presento Joe Black

Mi viene sempre in mente questo film del 1998, credo, con Brad Pitt che personifica la morte e che appare improvvisamente a un uomo. Ma ci sono anche esempi più nerd, tipo diversi racconti di mooolti autori (ne ricordo uno di Borges, uno di Borges e un altro di coso, Borges). All’atto pratico, l’applicabilità di questa funzione narrativa è vastissima. Basti pensare ai siti internet, alle pagine social, oppure alle persone che varcano la soglia di negozi, showroom, carrozzerie, centri estetici, alberghi, eccetera.
Abbiamo continuamente a che fare con sconosciuti, anche adesso. Che ridere.
Cosa raccontiamo a chi non ci conosce e come programmiamo questo racconto?
Abbiamo già una storia da sviluppare, se vogliamo.
Prova a presentare la tua azienda oppure la tua professionalità a un ipotetico/a sconosciuto/a che in questo momento, proprio ora, sta bussando alla tua porta. Toc toc. Chi è? Sono io. Io chi? Io boh.

Carta 3

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista racconta una storia che gli è stata raccontata
Caratteristica carta: Informazionale-Magica
Esempi narrativi: La ricetta della torta di famiglia che vi passate di generazione in generazione

Molto interessante. Del resto, capita a chiunque di raccontare una storia che a sua volta gli/le è stata raccontata. E magari di farla propria, modificarla, tradirla.
Questa funzione narrativa è strettamente apparentata al primo archetipo del narratore: il narratore stanziale, ovvero colei o colui che racconta quello che conosce e che dunque tramanda.
Che cosa può tramandare l’oggetto della nostra narrazione? Che storie conosce?

Carta 4

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista sfida/è sfidato a duello
Caratteristica carta: Relazionale
Esempi narrativi: Letteralmente qualunque storia

In ogni narrazione esiste un conflitto. Una dicotomia.
Applicare questa funzione narrativa è abbastanza facile. Dai, diciamolo in coro: la concorrenza.
Pensiamo, per esempio: quanto è alto il livello di sfida che propone il comparto oggetto della narrazione? Esiste una sfida diretta, un duello che riguarda l’oggetto della narrazione?
Cosa possiamo dire? Come collochiamo l’oggetto della narrazione rispetto a un confronto diretto? Ci interessa sviluppare questo tema?

Carta 5

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista viaggia alla ricerca di qualcosa
Caratteristica carta: Relazionale-Informazionale
Esempi narrativi: Alla ricerca di Nemo (va beh, bizzeffe)

Ma qualunque cosa, davvero. Raccontiamo quasi sempre un viaggio.
Hai detto social network?
Questa funzione narrativa è strettamente apparentata al secondo archetipo del narratore: il narratore itinerante, ovvero colei o colui che racconta quello che vede e che dunque riporta (che porta indietro).
L’oggetto della narrazione si muove? Che cosa ha visto durante i suoi movimenti e che cosa può riportare (portare indietro) l’oggetto della narrazione?

Carta 6

Funzione narrativa: Un elemento fantastico/emozionale prende possesso/manomette la realtà
Caratteristica carta: Magica-Relazionale
Esempi narrativi: La politica

I rapporti tra realtà e finzione sono ormai super importanti. Capire come funzionano pure.
La comunicazione politica e quella pubblicitaria fanno un uso spropositato di questa funzione narrativa. Una storia viene messa in movimento (e oggi, come abbiamo già detto e come sappiamo, è facilissimo attivare una storia) e comincia a relazionarsi con lo scibile. A nessuno importa che quella storia sia vera o falsa, anche perché le storie non sono né vere né false (ricordiamocelo bene). Quello che importa è che quella storia l’abbiano raccontata e che ci abbiano creduto, cit.
L’oggetto della narrazione detiene le condizioni necessarie per introdurre un elemento fantastico positivo (per esempio un’innovazione) nella realtà? Può introdurre o cercare di introdurre una necessità, per esempio? Oppure uno stato d’animo? Può fare leva su qualche emozione?
Carta Black.

Carta 7

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista ricostruisce una versione dei fatti
Caratteristica carta: Informazionale-Magica
Esempi narrativi: I polizieschi

Altra funzione narrativa potentissima.
Questa funzione narrativa è strettamente apparentata al terzo e ultimo archetipo del narratore: il narratore detective, ovvero colei o colui che racconta quello che indaga e che dunque ricostruisce.
Ricostruire una storia significa non averne avuto accesso, significa non conoscere e non aver visto ma mettere insieme i pezzi e proporre una possibilità.
L’oggetto della narrazione indaga? Relativamente a quali fatti o accadimenti l’oggetto della narrazione può ricostruire una versione dei fatti? Quale relazione intrattiene, per esempio, con l’attualità? Che interesse ha l’oggetto della narrazione a posizionarsi rispetto all’attualità del suo comparto? A dare la propria versione dei fatti?
Carta Black.

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