COME SI RACCONTA UNA STORIA?

Come si racconta una storia

Come si racconta una storia?
Come ci si avvicina alle storie? Come si capisce il funzionamento delle storie e come si applica questo funzionamento alla nostra, di storia? In tante maniere.
Una maniera, quella che uso io, si chiama Carte di B e sono 10 funzioni narrative estratte dallo studio di alcuni autori, autori che ho guardato e che guardo da vicino, talmente da vicino che sono arrivato alla creazione di un modello, un modello che applico e che adatto, per esempio, ai progetti di cui mi occupo.
L’applicazione di cui parlo è in verità una sorta di test/intervista a cui sottopongo aziende, professionisti, partiti politici, negozi, eccetera e che mi serve per elaborare la strategia di comunicazione e le linee narrative da sviluppare attorno alla storia principale, quella con la metamorfosi.
Mi serve per capire la matrice della storia. Mi serve per grattare, grattare, grattare fino a quando resta solo un movimento, una forma narrativa, o meglio una mappa.
Per la prima volta lo pubblico, riassumo, esplicito.
Se ti sembra interessante: meregalli.andrea@gmail.com
Se ti ispira per fare qualcosa di tuo: figo.
Se lo vuoi approfondire o pubblicare: meregalli.andrea@gmail.com
Se ne vuoi parlare, darmi consigli, correggermi, stimolarmi: meregalli.andrea@gmail.com

Le carte di B

Carta 1

Funzione narrativa: Un oggetto magico è posseduto senza coscienza/con timore
Caratteristica carta: Magica
Esempi narrativi: Harry Potter

Caratteristica centrale di questa carta è il possedere un oggetto magico in continuità. L’oggetto magico, dunque, c’è, staziona, presenzia già.
Se sei un’azienda individua il tuo oggetto magico. Oppure i tuoi oggetti magici. L’oggetto magico è quella roba – quel bene o quel servizio, quella caratteristica o quella competenza – che concede abilità magiche. Che marca una differenza. Che soddisfa una necessità. Che evade un bisogno.
Individua l’oggetto magico e poi avvicinati ad esso. Riduci la distanza tra sguardo e oggetto magico, conoscilo meglio, esplodilo.

Carta 2

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista riceve la visita di uno sconosciuto
Caratteristica carta: Relazionale
Esempi narrativi: Vi presento Joe Black

L’applicabilità di questa funzione narrativa è vasta. Pensa al sito internet della tua azienda oppure pensa alle persone che varcano la soglia del tuo negozio o del tuo showroom, carrozzeria, centro estetico, albergo. Abbiamo continuamente a che fare con sconosciuti, anche adesso. Che ridere.
Cosa raccontiamo a chi non ci conosce? Ovviamente una storia.
Prova a presentare la tua azienda oppure la tua professionalità a un ipotetico/a sconosciuto/a che in questo momento, proprio ora, sta bussando alla tua porta. Toc toc. Chi è? Sono io. Io chi? Io boh.

Carta 3

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista racconta una storia di cui ha fruito a sua volta
Caratteristica carta: Informazionale-Magica
Esempi narrativi: Qualsiasi storia racconti/ti raccontano all’aperitivo, le storie/leggende di paese, le favole, le storie della buonanotte, le condivisioni su Facebook, i retweet su Twitter

Questa funzione narrativa è molto interessante. Del resto, viviamo in un mondo di storie e con l’esplosione delle piattaforme per veicolarle non facciamo altro che condividere narrazioni. Ma le storie non appartengono a nessuno, ricordiamocelo bene. E infatti capita a chiunque di raccontare una storia che a sua volta gli/le è stata raccontata. E magari di farla propria. Interpolarla. Tradirla.
Possiamo raccontare una storia che ci è stata raccontata e che magari ha per argomento il nostro progetto? Ci conviene farlo? Ogni quanto? Oppure possiamo “tradire” questo contenuto volontariamente, facendolo diventare altro? Alleniamo l’interpolazione, che ne dite?

Carta 4

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista sfida/è sfidato a duello
Caratteristica carta: Relazionale
Esempi narrativi: Lo storytelling del wrestling e degli sport di combattimento in particolare e dello sport tutto in generale, i racconti locali di Borges

Vabbuò, la concorrenza. Quanto è altro il livello di sfida che propone il comparto? Esiste, se ci pensiamo, una sfida diretta, un duello a cui siamo chiamati? Oppure siamo noi quelli inclini alla sfida, a voler raccontare come e quanto combattiamo per primeggiare?
I duelli possono essere anche figurati, pensiamo alla cosiddetta comunicazione di crisi, in cui duelliamo con criticità meno materiali di un concorrente o di un prezzo.

Carta 5

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista incontra/produce un suo doppio
Caratteristica carta: Informazionale-Relazionale
Esempi narrativi: La metamorfosi, L’altro, molti episodi di Futurama, molti episodi di Rick and Morty, Continuità dei parchi

Se pensiamo al doppio si apre un mondo di possibilità. Però, qui, parliamo di incontrare o di produrne uno.
Cominciamo dalla produzione di un doppio. Qualsiasi spinoff, apertura, inclusione, assorbimento, emanazione, progetto parallelo. Come la vogliamo raccontare? Quanto la vogliamo raccontare? È facile.
Meno facile, invece, è capire come incontrare un nostro doppio. Qui, la funzione fiction del nostro cervello ci aiuta a trovare familiarità con qualcosa o qualcuno a cui vogliamo tendere, un doppio ideale, per così dire. Avviciniamoci al doppio, guardiamolo, studiamolo. Studiamo i suoi racconti, le sue storie, lasciamoci influenzare.
Magari il vostro doppio è un animale. Pensateci. Che storie devi raccontare (o prendere in prestito) per approssimartici?

Carta 6

Funzione narrativa: Un elemento fantastico prende possesso/manomette la realtà
Caratteristica carta: Magica-Relazionale
Esempi narrativi: I giochi dei bambini, Super Mario Bros. 2, Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, le narrazioni di qualsiasi centro di potere

Adoro i rapporti, le intersezioni tra realtà e finzione. Capire come la finzione entri in una relazione specifica con la realtà e viceversa. Mi ha sempre interessato e credo sia super importante.
Questa funzione narrativa, nella sua accezione “prendere possesso” è più relazionale che magica. Qualsiasi autentico innovatore, del resto, permette a elementi fantastici di prendere possesso della realtà. Qualcosa non c’era e dopo c’è. Qualcosa, dunque, era da considerare fantastico e adesso è da considerare reale. Esistono opportunità/rischi del genere nel vostro comparto? Se sì, imparate a raccontarli.
Diverso, e dal mio punto di vista più interessante, quando un elemento fantastico manomette la  realtà. La comunicazione politica e quella pubblicitaria, per esempio, fanno parecchio uso di questa funzione narrativa. Pensaci, una storia viene fatta circolare (e oggi, come abbiamo già detto e come sappiamo, è facilissimo metterla in un circuito) e comincia a relazionarsi con lo scibile. A nessuno importa che quella storia sia vera o falsa. Importa solo che sia possibile o impossibile. Importa solo che quella storia l’abbiano raccontata e che ci abbiano creduto, cit.
Hai le condizioni per tentare di manomettere la realtà attraverso una narrazione? Attenzione, però: pensiero positivo, chaos magick, meme e affini hanno anche un lato piuttosto oscuro.

Carta 7

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista viaggia alla ricerca di qualcosa
Caratteristica carta: Relazionale-Informazionale
Esempi narrativi: L’Odissea, named it

Esempi come se piovessero, nevvero. La ricerca è materiale o spirituale e in quasi qualunque narrazione è possibile isolare un viaggio. Il viaggio è cambiamento, incontri, stimolo al racconto. Chi non ha raccontato un viaggio? Anzi, raccontiamo quasi sempre un viaggio.
Il significato viaggio è forse più interessante – probabilmente più emozionale – quando è un ritorno. Alle origini. A casa. Al mare. Al fornitore di Gerbido Mortizza.
Se guardi alla tua azienda o alla tua professione e la traduci in un viaggio, qual è la storia di questo viaggio?

Carta 8

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista suggerisce interpretazioni della realtà
Caratteristica carta: Informazionale-Magica
Esempi narrativi: Un famoso episodio della terza stagione di Dawson’s Creek, le campagne elettorali e la comunicazione politica, l’I-Ching, la prima stagione di The Affair, Il manifesto di Unabomber

Altra funzione narrativa potentissima. Avere una visione personale, un pensiero critico, rispetto a un argomento è già inequivocabilmente una produzione di contenuti da mettere in distribuzione.
Se questa visione è magari eretica o esoterica o ha la capacità di polarizzare, beh, stiamo vivendo gli anni d’oro della polarizzazione incontrollata, giassai. Se siamo dotati di questo genere di esposizioni, letteralmente ogni argomento (attualità, gossip, formazione, politica, marketing, named it) è una linea narrativa.
A differenza della produzione e dell’introduzione di una storia che manometta attivamente la realtà, qui la funzione narrativa è solo interpretativa, soggettiva, personale. Si arriva all’eventuale alterazione in maniera passiva-attiva, attraverso la lettura, l’esegesi, il commento, il punto di vista.
Anche qui, attenzione. È possibile passare al lato oscuro con estrema facilità.

Carta 9

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista sogna/è sognato oppure ricorda/è ricordato
Caratteristica carta: Informazionale
Esempi narrativi: Qualsiasi storia famigliare, i grafici con proiezioni, i programmi di Bruno Vespa

Dove ti vedi tra una decina d’anni? Qual è l’obiettivo a medio lungo termine che ti sei prefissato? Che cosa sogni? Qual è la storia della tua azienda? Chi si ricorda di te? Se invece ti guardi indietro tu, chi o che cosa ricordi? Hai mai aperto il baule in soffitta della tua vita lavorativa? Hai mai guardato da vicino l’archivio della tua vita lavorativa? Quell’archivio sono ricordi e quell’archivio contiene già tutte le possibili storie attorno a sé stesso, ma senza forma. Hai voglia di investigare? Se lo farai potrai raccontare qualche storia del tuo passato e qualche storia del tuo futuro. Cioè muoverti con i contenuti sulla linea del tempo. Che non è malaccio.

Carta 10

Funzione narrativa: Il narratore/protagonista riceve in dono/cerca di liberarsi di un oggetto magico
Caratteristica carta: Magica
Esempi narrativi: Aladino e la lampada meravigliosa, Il Signore degli Anelli

Qui, per chiudere, l’oggetto magico non è in continuità (come la prima carta) ma è in entrata o in uscita.
Se sei un’azienda puoi avere oggetti magici in entrata oppure in uscita senza averne nemmeno contezza. Abbine.

 

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